Era il 2006 e a Campello sul Clitunno si vivevano due giorni di lutto cittadino per la morte di 4 operai nell’oleificio Umbria Olii.
Gli operai erano impegnati nelle operazioni di saldatura di una passerella tra i silos e sono morti tra le fiamme.
Il processo per questo triste caso è iniziato due anni dopo con delle notizie increbili: l’azienda chiede un risarcimento danni alle vittime per una cifra di 35 milioni di euro.
Questa prima richiesta di risarcimento ai familiari delle vittime decade a causa dell’annullamento della perizia tecnica su cui si basava la richiesta stessa,ed è notizia del 24 luglio scorso che la Umbria Olii ripresenta una nuova richiesta di risarcimento ai familiari delle vittime.
Vi inoltro la lettera di disperazione di Lorena Coletti, sorella di una delle vittime:
Sono Lorena Coletti, sorella di una delle vittime della strage della Umbria Olii di Campello sul Clitunno (Pg).
Il 25 novembre 2006, quattro uomini si alzarono e partirono per andare al lavoro, per guadagnarsi da vivere.
Era di sabato, il lavoro lo avevano iniziato il martedì: dovevano installare delle passarelle sopra a dei silos.
In quei silos c’era un gas, il gas esano, un gas molto infiammabile, questo poiché nessuno aveva fatto una bonifica di questi silos.
Verso le 13 di quel maledetto giorno un enorme esplosione avvenì.
Venni a sapere della notizia solamente la sera molto tardi.
La moglie che lo aspettava per il pranzo, non vedendolo tornare fece un giro di telefonate ai suoi colleghi, ma fu un vano tentativo, perchè non ottenne nessuna risposta.
Fino a che, non telefonò alla moglie del datore di lavoro, che gli diede la notizia.
Giuseppe Coletti, mio fratello, Maurizio Manili, datore di lavoro,Vladimir Thode e Tullio Mottini erano morti nell’espolsione.
Unico sopravvissuto Claudio Demiri.
Il proprietario della Umbria Olii, fu indagato e rinviato a giudizio con l’ accusa di omicidio colposo plurimo e violazione di norme per la sicurezza sul lavoro.
Secondo l’ accusa, Del Papa avrebbe dovuto avvertire i lavoratori della ditta Manili, della pericolosità delle sostanze contenute nei serbatoi, dove non era mai stata fatta la bonifica.
Un omissione, che sarebbe secondo i giudici e i periti dell’accusa, alla base dell’incidente, causato dall’utilizzo di una fiamma ossidrica per terminare i lavori sulla superficie metallica dei silos.
Il 24 novembre prossimo, doveva iniziare il processo penale, ma Giorgio Del Papa e la sua difesa impugna il tutto facendo ricorso in Cassazione contro il rinvio a giudizio.
Oggi apprendo la notizia dal mio avvocato, che la Cassazione decide a ottobre sul ricorso di Del Papa.
Ma per la seconda volta, viene fatta alla mia famiglia un’ altra richiesta di risarcimento, che era decaduta con l’annullamento della perizia tecnica, ma che ora Del Papa ripresenta a nome della Gestoil Srl, ex Umbria Olii.
Sono passati quasi tre anni, e l’ anno scorso ci fu la prima richiesta: di oltre 35 milioni di euro.
Ora mi chiedo, se anche quest’anno la cifra sia sempre quella oppure, se hanno messo a conto anche gli interessi, visto il tempo che è passato.
Sottolineo, che a mio fratello Giuseppe Coletti e’ stata stroncata la vita, e a Giorgio Del Papa non è stato neanche dato un giorno di carcere e tanto meno gli arresti domiciliari.
Questa e’ la giustizia Italiana!!!!!
In tre anni mio fratello e’ stato ucciso diverse volte, ora dico basta.
Degli operai che partono la mattina per fare il loro dovere, per mantenere la famiglia e fare una vita onesta e dignitosa, non meritano di morire.
Come non meritano che la loro dignità’ venga calpestata da assurde richieste di risarcimento, mandate da chi li ha uccisi .
Non lo permetto!!!
Vorrei che Del Papa sapesse, che la vita di quattro persone vale molto più’ di qualsiasi cifra che lui chiede.
Ma il peggio di tutto è, che è ancora libero, e che lo Stato Italiano gli permette di fare queste cose.
Chiedo inoltre, di poter incontrare il Presidente della Repubblica per poter parlare personalmente con lui.
Intanto gli vorrei rivolgere questo appello:
Egregio Presidente della Repubblica, La invito, dopo tutte le parole spese chiedendo più sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, a non firmare assolutamente il Dlgs correttivo al Dlgs 81/08.
Se è coerente con le sue dichiarazioni, non può firmare un decreto che è un colpo fatale alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Io non mi arrenderò e non permetterò più che la memoria di mio fratello e delle altre vittime venga calpestata, sono esseri umani morti per lavorare, non per divertimento.
Finchè avrò vita li difenderò; di sicuro non mi limiterò a fare fiaccolate, ma cercherò di fermare chi ancora una volta vuole calpestare i lavoratori di Italia.
Basta prendersela con Giuseppe Coletti e le altre vittime della Umbria Olii.
Saluti
Lorena Coletti
Email: zialory68 @ hotmail.it




L’Italia è un paese dive lavorare può essere molto pericoloso…. mancano i controlli, e quando si vede si preferisce non “impicciarsi”..
tutti i giorni vediamo persone che lavorano sui tetti delle case in ristrutturazione senza caschi, senza protezioni o cose del genere…
figuriamoci se controllano dei silos…
comunque non ci si dovrebbe dover rivolgere al Presidente della Repubblica per essere ascoltati e magari tutelati..
Michele
se è davvero così come scritto in questa lettera, mi sento davvero indignato…
LEGGETE PER FAVORE
http://www.enricodigiacomo.org/2009/07/la-polemica-i-depistaggi-sullomicidio-di-beppe-alfano-e-il-ruolo-del-pm-de-magistris-lettera-aperta-dellavvocato-ugo-colonna-agli-onorevoli-sonia-alfano-e-luigi-de-magistris/
Oltre alla lettera dell’avvocato Ugo Colonna, segnalata da Richibus, chi volesse potrebbe leggere anche quella dell’avvocato Fabio Repici risalente al marzo scorso.
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/13760/78/
Di oggi, mercoledì 29 luglio 2009, è invece l’intervento dello stesso Fabio Repici riportato sempre dal sito di “Antimafiaduemila” sul caso Cassata.
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/18264/48/
Sul sito de “Il lume” si può leggere invece del trasferimento d’ufficio del pm Canali
http://www.illume.it/articoli/215-un-anno-dopo-la-scandalosa-nomina-di-cassata.html
Ancora su “Il lume” è possibile leggere il memoriale dello stesso Olindo Canali
http://www.illume.it/articoli/203-il-testo-integrale-del-memoriale-di-olindo-canali.html
Per concludere allego altresì il link dell’interrogazione a risposta scritta 4/1005 presentata da Giuseppe Lumia dove si parla della questione
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=635&stile=6&highLight=1
Si, peccato che la sottile differenza tra i tuoi link e quelli relativi alla lettera di Colonna sta nel fatto che ciò che lui scrive è assolutamente documentabile, mentre le vostre rimangono solo sterili ILLAZIONI, puramente inventate, frutto della vostra FANTASIA!
“Vostre”, non credo. Io parlo sempre e solo a livello puramente personale.
Ripeto, ognuno è libero di credere a chi gli pare. L’importante è informarsi.
Di sterile, a questo punto, mi sembra ci sia solo questa polemica.