Era il 28 gennaio di quest’anno e tutti insieme ci siamo dati appuntamento a piazza Farnese, a Roma, per manifestare la nostra solidarietà al procuratore di Salerno Luigi Apicella.
Io insieme a Beppe Grillo, a Salvatore Borsellino, ad Antonio Di Pietro abbiamo voluto fortemente quella manifestazione per gridare ancora una volta a questo Paese la forte voglia di democrazia.
A distanza di 7 mesi da quella manifestazione, purtroppo, arrivano le dimissioni di Luigi Apicella.
Ancora una volta non è stato permesso a chi voleva di lavorare serenamente ed onestamente.
A Luigi Apicella esprimo ancora una volta tutta la mia solidarietà.
Vi lascio con la sua lettera di dimissioni; non serve aggiungere altro:
«Ho servito lo Stato per oltre 45 anni con lealtà, abnegazione, trasparenza e libero da condizionamenti nel rispetto delle leggi per assicurare la Giustizia ai cittadini.
L’eccezionale impegno profuso dai Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sotto la mia direzione, anche in complesse indagini di criminalità organizzata di stampo camorristico, in maxi inchieste per reati contro la Pubblica Amministrazione e di criminalità economica, ha ricevuto costantemente conforto nelle competenti sedi di giudizi anche di legittimità. Questi eccellenti risultati, cui sono stati riconosciuti importanti apprezzamenti dal Procuratore Nazionale Antimafia, dalle Istituzioni, dalla stampa e dai cittadini, non hanno evitato che mi venisse inflitta una sanzione che incrina la mia fiducia nella Giustizia. Non è questa la sede per discutere dei provvedimenti assunti dai miei colleghi di ufficio e da me, nè per dolermi delle decisioni assunte nei nostri confronti, dei quali ciascuno rende conto innanzitutto alla propria coscienza umana e professionale, ma che comunque forniscono un quadro dell’attuale Giustizia in Italia.
Tuttavia dalla valutazione dell’intera vicenda non posso non rilevare come non ci sia stato alcun allarme da parte dei Magistrati dell’Associazione Nazionale Magistrati, delle Istituzioni, del giornalismo, della politica, nè all’epoca dell’esecuzione dei sequestri nè in questi ultimi otto mesi, sui gravissimi fatti, ampiamente ricostruiti, descritti, documentati, riscontrati nell 1418 pagine dell’”incriminato” provvedimento di sequestro, compiuti da magistrati indagati per corruzione in atti giudiziari e falso che avevano tra l’altro, tolto con procedure illegittime al magistrato inquirente la trattazione di due gravissimi procedimenti penali.
Non posso non meravigliarmi, inoltre, di come non vi sia stato allarme da parte dell’ANM, delle Istituzioni sulla circostanza che alcuni di questi Magistrati hanno continuato a trattare e gestire, dopo il 2 dicembre 2008 quei procedimenti penali.
Nè posso non dolermi sull’adozione nei miei confronti di una sanzione così grave (sospensione dalle funzioni e dallo stipendio), pur non essendo indagato di gravi reati, come corruzione e falso, ma essendomi prodigato come dovevo per le funzioni esercitate per verificare la commissione di questi gravi delitti. Sereno per aver sempre compiuto il mio dovere, nonostante le difficoltà incontrate come in questo caso, orgoglioso di aver ispirato ed assicurato nei cittadini fiducia nella Giustizia, così come testimoniato da tanti messaggi, ma deluso dal silenzio dell’ANM e delle Istituzioni sui fatti allarmanti e dal trattamento ricevuto dopo essermi impegnato per accertare tali fatti, ritengo di esprimere la mia profonda amarezza lasciando la Magistratura.
Dichiaro, pertanto, di rinunciare con effetto immediato ad essere trattenuto in servizio fino al 75° anno di età, così come autorizzato con DDMM 9 marzo 2006».




Vorrei comunicare, attaverso il tuo sito,Sonia,tutta la mia stima al dott. Apicella.
Sono sicuro che tutte le persone informate sarebbero della mia opinione.
Sono altrettanto convinto che molti funzionari pubblici sono frenati, nei loro intenti, simili a quelli che hanno mosso il dott. Apicella, dall’esile filo che lega la loro vita (e la vita dei oro cari) alla remunerazione mensile pubblica.
Cara Sonia, avevo già appreso, non senza amarezza, delle dimissioni del giudice Apicella.
Questa decisione ha suscitato in me un moto di sgomento per il grave sopruso che ha dovuto subire questo magistrato, ma anche per una semplice considerazione: se i magistrati onesti abbandonano la lotta, la giustizia diventerà sempre più un affare privato.
Il giudice Carnevale, nonostante i pesanti guai giudiziari e gli oltre 80 anni di età, è sempre lì a far danni(vedi il referendum proposto da Grillo).
E’ una lotta impari. Il tessuto politico italiano è ormai intriso di mafia e connivenze. A qualunque livello istituzionale si ostenta un comportamento arrogante, da padrone, nonostante dimostrazioni provate di appartenenza ad organizzazioni malavitose.
Com’è terribilmente scaduto il nostro quadro politico!
Spero molto in un risveglio di coscienze e molti atteggiamenti di sdegno, per ridare all’Italia la vera impronta di cui è stata sempre dotata.
Un cordiale saluto.
Gradirei che ognuno di Voi si soffermi a leggere quanto scritto poco fa dall’avvocato Colonna
http://www.enricodigiacomo.org/2009/07/la-polemica-i-depistaggi-sullomicidio-di-beppe-alfano-e-il-ruolo-del-pm-de-magistris-lettera-aperta-dellavvocato-ugo-colonna-agli-onorevoli-sonia-alfano-e-luigi-de-magistris/
a voi le (ovvie) conclusioni
Le conclusioni saranno ovvie per richibus, il quale con tre interventi identici non elabora alcunché. Ho già cercato di ampliare il discorso in due post precedenti, qui volevo limitarmi a chiedere: Come mai tanta foga?
Vorrei tanto sapere chi è questo Ugo Colonna, chi fa quel blog, non vedo niente di rilevante, poi c’è una sponda che si indigna non credendo più a Sonia Alfano ed il quadro è completo.
C’è ben altro di cui indignarsi, ma cari infiltrati andate a visitarvi i vostri siti destrorsi dove c’è tanta censura che appena vi permettete di parlar male di qualcuno vi buttano fuori.
In quanto al Procuratore Apicella è veramente spiacevole che una persona onesta che ha fatto il proprio dovere per una vita intera, debba avere questa ingiusta ricompensa, i figli migliori questa italietta li scaccia in questo modo. Piena solidarietà al Giudice Apicella di gente come lui se ne trova sempre più poca e cioè che non cala la testa , che ha la schiena diritta e coscienza pulita, questi uomini dovrebbero essere la dirigenza del paese ed avremo sicuramente un paese migliore. Che Sonia e Luigi vadano avanti incuranti di tutte le contumelie che arriveranno dai loro nemici politici, che non vedono le travi che hanno nei loro occhi.
Ho letto il tentativo di questo avvocato di gettare insinuazioni su Sonia Alfano e Luigi De Magistris attraverso il blog di Beppe Grillo.
L’avvocatuccio stranamente non può permettersi di spiegare subito e con chiarezza quali sono le prove che dice di avere. Si riserva di fornirle tutte “se” Beppe Grillo lo riterrà utile. Ma Beppe non è fesso e nemmeno chi legge tutta la chilometrica filastrocca per poi concludere che il Colonna in quattro parole ci darebbe le prove incontestabili contro Sonia Alfano e De Magistris. Ma prima non le molla. Bene allora se le tenga pure per sua maggiore frustrazione. Chi ha cose da dire sulla rete, le dice senza condizioni, tranne quando lo scopo non è quello di informare e provare, ma di far credere che c’è molto di sospetto nei soggetti sotto mira. Bene io credo che Beppe Grillo dopo aver letto la gentile epistola ha subito pensato e detto VAFFANCULO. Lo so per certo perchè l’ho pensato e detto anch’io.
“Amate la giustizia o voi che governate sulla terra” (Sap 1,1): più passano gli anni e più, vedendo la desolazione politica e civile del nostro paese, questa frase mi si ripresenta prepotente.
Grazie, dott. Apicella, per il suo lavoro e per il suo stile: mi rende orgogliosa (e un po’ meno desolata) essere sua concittadina, tanto quanto mi fa vergognare essere nata nel paese di Mastella, Dell’Utri, Berlusconi, Sindona…