Presidente Napolitano abbandoni atteggiamento pilatesco

Roma, 2 luglio 2009 – «E’ chiaro a tutti gli italiani che è in atto una sorta di golpe bianco che tenta di scardinare le istituzioni democratiche e il loro equilibrio dall’interno. Ed è incredibile che chi è preposto a vigilare sul rispetto del dettato costituzionale decida in maniera così plateale di lavarsene le mani. Mi chiedo se il Presidente della Repubblica abbia ben presente i doveri che gli sono imposti dal suo ruolo». Lo ha dichiarato l’eurodeputato dell’IdV Sonia Alfano che ha aggiunto: «Credo che della questione debba essere investito anche il parlamento europeo e m’impegno a farlo non appena se ne apriranno i lavori».

«In quanto al silenzio chiesto alla politica e ai media – ha chiosato la Alfano – dallo stesso Presidente prima del G8, che gli stessi terremotati abruzzesi non vogliono nella propria terra, mi permetto di fargli notare che è una misura inutile perché la stampa libera di tutto il mondo già racconta da tempo l’anomalia che il nostro Paese rappresenta fra le nazioni libere e democratiche e le vicende vergognose che coinvolgono il presidente del Consiglio. Credo sia giunto il tempo di atteggiamenti più coraggiosi».

6 Commenti a “Presidente Napolitano abbandoni atteggiamento pilatesco”

  1. Mi permetto di dire: quale atteggiamento coraggioso??
    L’atteggiamento coraggioso lo devono avere gli italiani che alle urne hanno sostanzialente confermato Berlusconi.
    Cosa possono fare gli eletti nelle istituzioni che rappresentano la minoranza? Il loro mestiere: vigilare, proporre, dialogare e non piangere continuamente sulla proprie miserie e sui propri quotidiani fallimenti come fanno ora.
    Dai signori, svegliati un po’ che ca’ nesciun è fess!

    2 luglio 2009 at 18:39 Rispondi
  2. Antonio C. #

    Non vi preoccupate, sorridete, siate ottimisti: tra una ventina d’anni (e una guerra mondiale persa) sarà tutto passato. Si riunirà la Costituente, sarà varata la Costituzione e gli italiani saranno felici e contenti di vivere in una Repubblica Democratica fondata sul lavoro… etc. etc. etc.

    ca’ nesciun è fess? La maggioranza degli italiani (i votanti al PdL – Popolo dei Ladroni) sono dei Coglioni oltre che Fessi.

    “Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello” (Indro Montanelli)

    Guardate questo: http://eyesuponitaly.wordpress.com/2008/04/22/questa-non-e-la-destra-questo-e-il-manganello-gli-italiani-non-sanno-andare-a-destra-senza-finire-nel-manganellomontanelli-in/

    2 luglio 2009 at 19:01 Rispondi
  3. A me quello che risulta assurdo è il silenzio incredibile di Napolitano! Ma come è possibile? Suggerisco di goderti, cara Sonia, un impietoso ed emozionante confronto tra Morfeo Napolitano e l’amatissimo partigiano/presidente Pertini. Ecco il link

    http://www.sconfini.eu/Politica/presidenti-di-cui-andare-orgogliosi-limpietoso-raffronto-pertini-napolitano.html

    2 luglio 2009 at 19:09 Rispondi
  4. Teuz #

    alla fine il presidente Napolitano può bloccare solo le leggi incostituzionali e se tutto rientra nel lecito non vedo perchè debba bloccare tutto. Da quel poco che ne capisco di politica, è la prima volta che si tenta di fare qualcosa di buono in Italia, nonostante la Crisi economica, il terremoto, e l’ultimo disastro di Viareggio. Con i governi precedenti di centrosinistra non si è fatto molto se non nulla per il paese spendendo soldi statali inutili.

    2 luglio 2009 at 19:48 Rispondi
  5. Valeria Bonanno #

    Quale sarebbe la cosa “buona”? Il lodo Alfano?

    3 luglio 2009 at 08:37 Rispondi
  6. Matteo #

    Napolitano come kapo Schulz, fa la cresta
    di ENZO PIERGIANNI

    Per un volo Roma-Bruxelles di 90 euro, otterrà un rimborso di 800, più
    altri 80 per il taxi e 268 come indennità di missione

    BERLINO – Di tutto, di più. Nella rete dell’inquisitore Hans-Peter
    Martin non è finito solo il barbuto Martin Schulz approdato alla notorietà
    per lo scontro con Silvio Berlusconi al Parlamento Europeo nella seduta
    inaugurale del semestre italiano e promosso capolista del partito
    socialdemocratico tedesco (Spd) alle prossime elezioni europee. La
    Rimborsopoli scatenata dall’europarlamentare austriaco, spietato segugio a
    caccia di prove con micro- foni nascosti e microtelecamere, va oltre
    l’intrallazzo del gettone quotidiano di 262 euro di diaria incassato da una
    moltitudine di suoi colleghi anche nei giorni senza sedute a Strasburgo e
    Bruxelles. Fosse solo questo, dai conti fatti da Martin il salasso per le
    casse europee sarebbe limitato a poco meno di 2 milioni di euro, con una
    fetta di 5.500 euro in quota all’antiberlusconiano Schulz per le 21 firme
    abusive attribuitegli. Ma c’è dell’altro. L’eretico Martin, cacciato dal
    gruppo socialista non appena ha iniziato a scoprire gli altarini, dichiara
    di avere localizzato un altro inghippo, quello dei rimborsi di viaggio, una
    mazzata per il bilancio dell’Europarlamento e quindi per le tasche dei
    contribuenti europei. Martin è una miniera inesauribile, un fiume in piena
    che in nome dell’onestà e della trasparenza sarebbe capace di sfondare
    qualsiasi santuario e di prendersela anche col Padreterno. Così in alto,
    ancora non ha osato. Ma tra i suoi bersagli spicca il pur sempre altolocato
    diessino Giorgio Napolitano, presidente della Commissione affari
    costituzionali del Parlamento europeo. Il canale tedesco Rtl imbeccato da
    Martin lo ha filmato all’aeroporto di Bruxelles. Cercavano un caso esemplare
    per mostrare a milioni di telespettatori come, sfruttando la cieca
    generosità dei regolamenti, gli e u ro d e p u t at i possano ricavare il
    massimo con una minima spesa. Lunedì 15 marzo Napolitano viene intrappolato
    da una troupe di Rtl all’aeroporto di Bruxelles appena sbarcato dal volo TV
    703, partito da Roma, della Virgin Express, una di quelle nuove compagnie
    con cui si vola a basso prezzo. Nel servizio di Rtl una voce fuori campo
    attacca così: «Per il volo di sola andata da Roma a Bruxelles, egli
    (Napolitano) riceve un rimborso di circa 800 euro. La sera prima abbiamo
    guardato su Internet quanto costava quel volo: il prezzo, incluse tasse
    aeroportuali, era meno di 90 euro. Tirate le somme, il parlamentare con un
    solo volo ha avuto un guadagno netto superiore a 700 euro, soldi che entrano
    puliti nelle sue tasche». Cosa risponde Giorgio Napolitano? Boris Weber,
    inviato di Rtl a Bruxelles, l’ha tallonato nei corridoi dell’Europarlamento
    con microfono e telecamera spianati. Inutilmente. Una scena da “Striscia la
    notizia”, mancava solo il tapiro. Un minuto e 30 secondi di immagini dal
    vivo con Napolitano, doppiopetto grigio sbottonato, sempre più sgusciante e
    incavolato nel vano tentativo di scrollarsi di dosso il curiosone teutonico.
    «I questori sono incaricati di fornire una risposta» alza la voce in
    inglese. «Ma sono quattrini dei contribuenti» gli ribatte ostinato
    l’inseguitore. «Io rispondo solo ai contribuenti italiani» cerca di zittirlo
    Napolitano. Weber lo molla solo quando Napolitano minaccia di chiamare la
    polizia. Che a Bruxelles va giù duro coi ficcanaso della stampa.
    Recentissimo il caso del corrispondente di Stern, Hans-Martin Tillack, al
    quale hanno perquisito casa e ufficio portandogli via tutto l’archivio per
    scoprire i suoi sgraditi informatori nei Palazzi comunitari. Scomparso
    Napolitano dal teleschermo, di lui si continua a parlare in diretta nello
    studio di Rtl a Colonia. Stavolta, accanto all’immancabile Martin e al
    popolare moderatore della trasmissione Gunther Jauch, siede un quarantenne
    brizzolato con l’accento bavarese. Si chiama Michael Jaeger, segretario
    generale della Taxpayers Association of Europe, il quale boccia subito
    l’idea di Napolitano di sentirsi responsabile esclusivamente nei confronti
    dei contribuenti italiani. «La Germania è il principale finanziatore
    dell’Europa comunitaria, paga da sola il 25% – è inesorabile l’alfiere dei
    contribuenti europei – Il sistema lo consente, ma è uno scandalo, uno
    schiaffo a tutti i contribuenti europei, una truffa su cui occorre
    indagare». Non è finita. Martin ci tiene a spiegare alla platea televisiva
    che i conti nelle tasche di Napolitano fatti nel servizio sono incompleti
    poichè bisogna aggiungere per ogni volo 80 euro di rimborso per taxi e 268
    euro della cosiddetta indennità di distanza pagata per viaggi superiori ai
    mille chilometri come Roma-Bruxelles o Vienna-Bruxelles. Poi tira fuori dal
    taschino il talloncino di una carta d’imbarco e spara l’ultimo colpo in
    canna: «Questo vale per me 1.800 euro perchè il rimborso del viaggio aereo
    Vienna-Bruxelles viene fatto sulla base della tariffa più costosa di una
    compagnia di linea con l’aggiuntà dei taxi e della distanza. Io però con un
    volo economico ho speso solo 174 euro e ne ho guadagnati così più di 1.600».
    Evviva la sincerità.

    3 luglio 2009 at 09:20 Rispondi

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