“Tra le tante attestazioni di solidarietà, polemiche, accuse, deliri complottistici, letti e sentiti in questi giorni in merito alle dimissioni di Italo Materia, c’è anche chi, arrampicandosi in improbabili paragoni, riesuma persino le vicende del “Corvo di Palermo” e la mancata nomina di Giovanni Falcone”. Ad affermarlo è Sonia Alfano, candidata indipendente nelle liste di Italia dei Valori alle elezioni europee, che con queste parole commenta quanto scritto da Enzo Raisi, Deputato del PDL, su “Il Resto del Carlino” di oggi.
“Il corvo – ha spiegato Alfano -, secondo Enzo Raisi, sarei naturalmente io mentre il magistrato alla stregua di Falcone sarebbe il Dott. Italo Materia. Raramente mi è capitato di leggere frasi di una simile assurdità, tanto ridicole ed improbabili da essere quasi divertenti. A Raisi, per mostare a lui ed ai lettori l’assurdità di quanto afferma, vorrei solo rivolgere una breve domanda: Ha per caso mai sentito dire che il Dott. Falcone si fosse ritrovato a banchettare amenamente in compagnia di falsi pentiti? Per quel che risulta a me, nè il Giudice Falcone nè qualsivoglia magistrato il cui operato è improntato all’insegna della correttezza deontologica, ha mai operato nel modo in cui lo ha fatto il Dott. Materia. Inoltre – ha aggiunto Sonia Alfano -, dato che l’onorevole Raisi ricorda cosi bene le vicende del “Corvo di Palermo”, vorrei informarlo che il principale accusato d’essere il “corvo”, Dott. Alberto Di Pisa, è stato nominato a guidare la Procura di Marsala scalzando così Alfredo Morvillo, il favorito a ricoprire quella carica nonchè magistrato dall’operato impeccabile e fratello della Dott.ssa Morvillo, compagna di Falcone morta insieme a lui nella Strage di Capaci. Tutto questo grazie ai voti favorevoli espressi dai membri del CSM del suo partito”.
“La città di Reggio Emilia – riflette Sonia Alfano – è stata in questi mesi interessata da diversi arresti di alcuni affiliati ai clan della camorra, ennesima testimonianza delle pesanti infiltrazioni mafiose che interessano il territorio di Reggio. Senza voler alludere ad alcunchè, giusto per tranquillizzare i complottisti dell’ultima ora, mi chiedo come sia possibile che davanti ad un invasione così grave da parte delle mafie la situazione giudiziaria reggiana abbia continuato a ristagnare. Dove sono i processi e le indagini contro la schiera di colletti bianchi che hanno permesso, se non favorito o attivamente collaborato, l’invasione delle mafie?
Appare chiaro – ha affermato Sonia Alfano in conclusione di nota – che il polverone sollevato sulle dimissioni di Materia altro non è che un escamotage per fuggire dal vero punto della questione, attuato da quella stessa classe dirigente il cui interesse prevalente è che a Reggio tutto rimanga com’è. Mentre politici, giornalisti, amministratori, magistrati e commentatori si inalberano davanti alla semplice e banale lettura di una deposizione testamentaria e il Deputato del PDL si lancia in improbabili paragoni storici, camorra e ‘ndrangheta continuano a spartirsi il territorio ed a farne le spese saranno, purtroppo, gli onesti cittadini reggiani.



