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Memoria, oggi più che mai

di Fabio Mora
Sono Fabio Mora e canto ne i RIO!
Sto facendo la doccia nel mio bell’albergo di Cracovia!
So chi sono, dove sono e cosa faccio!!!
65 anni fa qualcuno scendeva da un treno ad Auschwitz, veniva spogliato, rasato e tatuato con un numerino sul braccio sinistro!
Io nel mio bell’albergo scelgo l’intensità dell’acqua, ne scelgo la temperatura!
65 anni fa qualcuno veniva condotto in una stanza e lavato con un getto d’acqua.
D’estate bollente, d’inverno fredda!
Io nel mio bell’albergo di Cracovia a pochi chilometri da Auschwitz, sono sotto la doccia, ne scelgo l’intensità e la temperatura e, mentre l’acqua mi scivola sulla pelle dirigendosi verso lo scarico, penso alle prime parole che la nostra guida ha detto all’entrata del Campobase di concentramento di Auschwitz 1.
D’estate bollente, d’inverno fredda, freddissima!
Quelle parole mi picchiano in testa, forse perché la mia attenzione ora è al massimo o forse perché all’entrata del campo passando dall’edificio di immatricolazione non pensi, non credi che tutto quello che è successo possa essere vero!
65 anni fa qualcuno scendeva da un treno, ad Auschwitz; veniva spogliato, rasato e tatuato con un numerino al braccio sinistro.
Nel giro di pochi istanti gli venivano tolti nome, dignità e storia sotto un getto d’acqua.
D’estate bollente, d’inverno fredda!

Mi chiamo Fabio Mora e canto ne i RIO!
Sto facendo la doccia, so ancora chi sono, dove sono e cosa faccio.
Oggi più che mai.
27/01/2010

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Postato da Sonia Alfano in Notizie, Pensieri e parole il 27 gennaio 2012 alle 16:04 1 commento Tag: , , , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

Bruxelles: presentazione del libro “Faide” (VIDEO)

Ieri, a Bruxelles, insieme all’autore Biagio Simonetta, ho presentato il libro “Faide”, un romanzo che racconta la mafia più potente e ricca del mondo, la ‘ndrangheta, e le sue “emigrazioni” verso l’Europa; il racconto, in forma romanzata, del più grande e pericoloso sistema criminale della storia. Ecco uno scambio di battute con l’autore che ringrazio per la sua disponibilità e al quale rinnovo i complimenti per il lavoro svolto.

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Postato da Sonia Alfano in Antimafia, Appuntamenti, Europa il 26 gennaio 2012 alle 17:25 3 commenti Tag: , , , , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

Forconi a Palermo con separatisti, fascisti e… il nipote del bandito Giuliano!

A Palermo, oggi, sono tornati i “forconi”. Migliaia di persone hanno marciato da Piazza Croci fino a Piazza Indipendenza, con forconi e bandiere siciliane. E’ successo di tutto: il presidente dell’Aias (Associazione degli autotrasportatori siciliani) Giuseppe Richichi, Martino Morsello (che nei giorni scorsi era stato sconfessato per i suoi legami con il partito di ispirazione fascista Forza Nuova) e Mariano Ferro (leader del movimento “Forza d’Urto”) hanno sotterrato l’ascia di guerra e hanno sfilato insieme ai militanti di Forza Nuova (che hanno diramato una nota stampa per smentire la notizia di un loro allontanamento dal corteo) e insieme a Giuseppe Sciortino, nipote del bandito Giuliano. Si ricompatta il fronte degli eroi siciliani. Un’allegra compagnia, non c’è che dire. Un idillio che promette bene!
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Postato da Sonia Alfano in Antimafia, Politica il 25 gennaio 2012 alle 21:05 51 commenti Tag: , , , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

Sciopero TIR e mafia: l’allarme di Giovanna Maggiani Chelli

Siamo nel 1993. Le associazioni degli autotrasportatori avevano minacciato uno sciopero a oltranza e la mattina del 27 luglio 1993 le prefetture informano il presidente del Consiglio (governo tecnico Ciampi) che le agitazioni rischiano di bloccare i rifornimenti di prodotti alimentari e di carburante. In questa situazione cilena, nella notte tra il 27 e il 28 luglio scoppiano quasi contemporaneamente tre autobombe a Roma e Milano. Da pochi giorni i nostri figli sono morti sotto l’ondata stragista in via dei Georgofili a Firenze.
Non amiamo evocare i fantasmi, ma siamo preoccupati. Abbiamo visto i nostri figli morire in una situazione analoga a quella che il Paese sta vivendo oggi, infatti allora come oggi, sui tavoli c’erano anche i costi del lavoro e gli scioperi degli autotrasporti. Non siamo stati noi, è stato l’ex Presidente della Repubblica Ciampi a dire e a scrivere che quella miscela di insicurezza contribuì all’innesco del tritolo del 1993 da parte della mafia “cosa nostra”, la quale scalpitava per i problemi suoi in Sicilia e altrove come sta facendo in questi giorni.
Chi può impedisca con ogni sforzo la tentazione del ripetersi di tragedie umane come quelle del 1993 che è toccata a noi, ma poteva toccare a tutti quanti.
La politica la smetta di blaterare e faccia il proprio dovere.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

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Postato da Sonia Alfano in Antimafia, Politica il 24 gennaio 2012 alle 15:23 14 commenti Tag: , , , , , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

Forconi: dal blog di Giuseppe Casarrubea

di Giuseppe Casarrubea
Forconi ci sta bene. Li usano in campagna quelli che agganciano le balle di fieno o la paglia per servirla al bestiame. Vecchi tridenti. Prima di ferro, poi di legno. Ma l’oggetto non è il simbolo, neanche lontanamente, del mondo del lavoro. O meglio. Ci saranno certamente anche gli onesti lavoratori e magari quelli che vendono frutta e verdura agli angoli delle strade. Ma scopri che le simpatie che suscitano i manovratori di questi attrezzi hanno nel retroscena qualcosa di oscuro, un non so che di funerario.
E anche questo ci sta bene. Perché quando le cose vanno male e non hai altra via di uscita ai tuoi problemi, la testa ricorre a strani pensieri, e a qualcuno può anche andar di volta il cervello. Come è successo in alcuni casi in Sicilia, come a San Giuseppe Jato dove un disoccupato con famiglia a carico s’è tolta la vita. Ma da quando i bisogni, oltre cento anni fa, hanno cominciato ad avere strutture organizzate e organizzazioni di lotta per liberarsene, alla jacquerie secolare e senza sbocco si è sostituita la lotta organizzata e poi qualcuno ha spiegato che chi lotta deve avere un capo, e qualcuno che indichi la strada. Leggi tutto…

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Postato da Sonia Alfano in Notizie, Politica il 20 gennaio 2012 alle 10:26 14 commenti Tag: , , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

Perché non sto con i forconi siciliani

Da più parti mi è stato chiesto di prendere posizione su quanto sta accadendo in questi giorni in Sicilia, rispetto ai blocchi del Movimento dei Forconi. Forse risulterò impopolare e, sebbene abbia già avuto prova del fatto che molto probabilmente da qualcuno sarò insultata, sarò diretta: mi sento distante anni luce da quanto sta succedendo e non perché io sia un parlamentare europeo, ma perchè innanzitutto non condivido il metodo, e non ho ben chiare (io come tanti altri) le vere motivazioni di questi blocchi.

Ho visto immagini di violenza e letto notizie di accoltellamenti, e non posso pensare che qualcuno ritenga di poter risolvere in questo modo i problemi della Sicilia, né posso credere che sia positivo annientare l’economia siciliana, già fortemente provata dalla presenza di Cosa Nostra e delle sue numerose forme e ramificazioni. Peraltro, i manifestanti non hanno ancora ben spiegato contro chi e contro cosa si stiano muovendo, ferma restando l’assoluta gravità di un fatto: non hanno parlato di un programma per la rinascita economica della Sicilia. L’impressione è che non abbiano identificato un nemico ben preciso, ma che si stiano scagliando contro la politica, generalizzando. A che serve?

Ho sentito qualche “leader” del Movimento dei Forconi dire che la protesta è apartitica, e qualche altro dire che l’unico riferimento partitico del movimento è Forza Nuova. Qualcuno di loro dice che si protesta contro il caro-carburante, altri, in modo piuttosto generico, dicono che la protesta è dovuta al “mancato rispetto dello Statuto Siciliano”. Per qualcuno l’obiettivo è addirittura l’indipendenza della Sicilia, e qualche altro inneggia persino ai Vespri Siciliani. Leggi tutto…

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Postato da Sonia Alfano in Antimafia, Politica il 19 gennaio 2012 alle 17:08 411 commenti Tag: , , , , , , , , , , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

Testimoni di giustizia: un fallimento dello Stato

C’è ancora qualcuno convinto che la mafia al Nord non esista, nonostante il Parlamento europeo abbia preso atto, dopo una serie di mie interrogazioni parlamentari alla Commissione europea e una risoluzione sulle mafie nell’Ue, del fatto che le cosche si sono addirittura infiltrate in tutti i 27 Stati membri.

Eppure, già nel novembre del 1991, una donna che i giornali hanno ribattezzato “la merciaia”, denuncia il racket delle estorsioni. Il suo nome è Pina Aquilini, ed è stata la prima, e una delle poche (forse l’unica), commerciante toscana di Campi Bisenzio che abbia deciso di affrontare in tribunale la mafia. Grazie alle sue testimonianze finisce in carcere Marcello Cavataio, nato a Montalcino (e non a Corleone) ma, a detta della DDA di Firenze, appartenente “all’ambiente mafioso” e facente parte di “un gruppo familiare che per lunghi anni si è reso responsabile di gravissimi fatti delittuosi (omicidi, estorsioni, reati in materia di stupefacenti ed altro [...])”.
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Postato da Sonia Alfano in Antimafia, Politica il 17 gennaio 2012 alle 18:20 13 commenti Tag: , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter