di Fabio Mora
Sono Fabio Mora e canto ne i RIO!
Sto facendo la doccia nel mio bell’albergo di Cracovia!
So chi sono, dove sono e cosa faccio!!!
65 anni fa qualcuno scendeva da un treno ad Auschwitz, veniva spogliato, rasato e tatuato con un numerino sul braccio sinistro!
Io nel mio bell’albergo scelgo l’intensità dell’acqua, ne scelgo la temperatura!
65 anni fa qualcuno veniva condotto in una stanza e lavato con un getto d’acqua.
D’estate bollente, d’inverno fredda!
Io nel mio bell’albergo di Cracovia a pochi chilometri da Auschwitz, sono sotto la doccia, ne scelgo l’intensità e la temperatura e, mentre l’acqua mi scivola sulla pelle dirigendosi verso lo scarico, penso alle prime parole che la nostra guida ha detto all’entrata del Campobase di concentramento di Auschwitz 1.
D’estate bollente, d’inverno fredda, freddissima!
Quelle parole mi picchiano in testa, forse perché la mia attenzione ora è al massimo o forse perché all’entrata del campo passando dall’edificio di immatricolazione non pensi, non credi che tutto quello che è successo possa essere vero!
65 anni fa qualcuno scendeva da un treno, ad Auschwitz; veniva spogliato, rasato e tatuato con un numerino al braccio sinistro.
Nel giro di pochi istanti gli venivano tolti nome, dignità e storia sotto un getto d’acqua.
D’estate bollente, d’inverno fredda!
Mi chiamo Fabio Mora e canto ne i RIO!
Sto facendo la doccia, so ancora chi sono, dove sono e cosa faccio.
Oggi più che mai.
27/01/2010